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Dardust…?

Care lettrici e cari lettori,

se ho sbagliato lingua per il titolo? Se sto mischiando lingue tra di loro, facendo e creando confusione? Dardust? E chi o cosa è?

Ieri è iniziato Sanremo in tonalità pandemica, e tutti ci chiediamo di che parlano le canzoni della 71esima edizione dell‘ Amadeus+Fiorello bis?

Se vi apettate riferimenti alla pandemia di coronavirus e a come, da un anno a questa parte, ci ha stravolto le esistenze, potreste rimanere fortunatamente delusi: quest’anno si parla prevalentemente d’amore. Tanto per cambiare…

Sarà un Sanremo d’evasione, almeno sentendo i testi dei brani in concorso. D’evasione puramente musicale, dato che si ritrova in una culisse, tipo Berlino Est prima del fatidico 1989: di sicuro senza pubblico e probabilmente con qualche momento di riflessione sparso qua e là nei 500 minuti di ciascuna serata. Lo show e la bravura di Fiorello… puntiamo in alto. Amadeus: nomen est omen… il Mozart del 21esimo secolo.

Questa volta si che i telespettatori hanno un posto, il loro, comodamente da casa, in primissima fila. In smoking. In abito lungo. O, in pigiamone e ciabatte stile bisnonna…

Si vocifera che questa edizione assolutamente senza precedenti alcune, sarà il Festival dei farmaci e di Dardust. Dardust?

Rieccolo… ancora?

Chi vincerà questo Ghost-Festival-Fantasma tutto sanremese doc, non ve lo saprei dire al momento. Ma, vi faccio notare che ci sono cinque dei 26 brani in concorso che hanno, tra gli autori, la stessa persona: Dardust!

E basta, vi sento già cantare, ehm, dire in coro: ma di che parli?

Parlo del ghostwriter della musica pop italiana. Parlo di lui, di Dario Faini. E, in un contesto di fantasmi, casca pure a fagiolo scrivere su di lui!

Dario Faini, sembra che per gli addetti ai lavori e appassionati di musica italiana, sia sinonimo di Dardust. Sicuro è che si tratta di uno dei geni della musica italiana che mettono il proprio talento al servizio di altri artisti.

Diventa improvvisamente famoso grazie al successo di Soldi di Mahmood a Sanremo 2019. Un brano che porta appunto la sua firma.

Faini è in realtà da diversi anni uno degli autori più richiesti in Italia. Scopriamo insieme alcune curiosità sulla carriera di questo artista marchigiano che tuona senza preavvisi di lampi.

La sua carriera come musicista inizia nel 2000 con l’incisione di un album elettronico sotto il nome di Dario Dust. Quasi in contemporanea crea la band Elettrodust. Con la band si toglie diverse soddisfazioni, tra cui l’apertura a musicisti mainstream come Elisa, gli Afterhours, Vasco Rossi e Morgan. Nel 2004 il gruppo pubblica l’album My Personal Rave, dal quale viene estratto il singolo The Right Crash, remixato dal dj Mario Fargetta.

Il suo principale progetto musicale da anni è il gruppo Dardust, una formazione di musica neoclassica/elettronica. Il nome del progetto è un rimando a Ziggy Stardust, celebre personaggio bowieano, ma anche ai Dust Brothers, conosciuti dai più come Chemical Brothers.

Tre volte accreditato come Dardust-con Madame, Irama e la Rappresentante di Lista-, due come Faini – con Noemi e Renga.

Che succede? Sono finiti gli autori? O, forse, il potere immaginifico del pop italiano ha orizzonti così stretti che, appena un produttore infila due hit, tutti fanno la fila da lui?

Ai post, nel senso dei social media, l’ardua sentenza su:

Dardust..!

Graziella Putrino

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