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Il ritorno alla natura – La rosa canina

Rosa canina (fam. Rosaceae)

La famiglia delle rosacee ha origini antichissime. Vi sono reperti risalenti all'Eocene, circa 60 milioni di anni fa, che lo documentano. Nel linguaggio dei fiori, la rosa canina simboleggia sia la poesia che l'indipendenza. Viene menzionata persino nella Bibbia: la corona di spine di Gesù era presumibilmente realizzata con i rami di questo arbusto.

Il termine “rosa” ha origini incerte: potrebbe derivare dal greco “rhodon” = rosa o dal celtico “rhood” che significa rosso, per il colore dei fiori di molte specie appartenenti a questo genere. Il nome specifico “canina” deriva dal latino “caninus” = canino, in quanto la radice di questa pianta veniva impiegata per curare la rabbia dei cani e le persone ferite dai loro morsi. Nel trattato naturalistico Historia Naturalis, lo scrittore latino Plinio il Vecchio descrive le potenzialità di tale rosacea nel debellare il virus della rabbia.

La rosa canina è un arbusto spinoso perenne originario dell’Europa e dell’Asia occidentale. Si trova in modo particolare allo stato selvatico in boschi, terreni incolti, ai margini di strade ecc., mentre in parchi e giardini non è quasi mai presente. In Italia la regione in cui viene maggiormente coltivata a scopo ornamentale è la Toscana. La pianta, che può raggiungere un’altezza di quattro metri, è perenne, rampicante, spinosa, con fusti ramificati che presentano spine arcuate e robuste.


Le foglie sono costituite da 5-7 foglioline che possono essere ovali od ellittiche, con margine dentato. I fiori sono singoli o disposti in gruppetti e presentano in genere 5 petali di colore bianco o rosa. Al centro della corolla sono presenti numerosi stami. La fioritura avviene da giugno a luglio.
I frutti di Rosa canina vengono erroneamente chiamati semi; essi sono contenuti all’interno dei ricettacoli ingrossati, detti cinorrodi, che maturano in autunno e assumono la tipica colorazione rosso brillante.

La quantità di vitamina C presente all’interno dei falsi frutti (cinorrodi) di Rosa canina, sembra sia dalle 50 alle 100 volte superiore rispetto al quantitativo di vitamina C presente nei classici agrumi (arance e limoni). Circa 100 g di frutti di Rosa canina contengono la stessa quantità di vitamina C contenuta in 30 arance! Tale specie arbustiva vanta numerose proprietà curative dovute proprio a questa elevata concentrazione di vitamina C. Infatti, attualmente viene impiegata principalmente per trattare sintomi influenzali, reazioni allergiche che interessano il primo tratto respiratorio, infiammazioni. Ma anche stati di ipovitaminosi e sindrome da malassorbimento di calcio e ferro.

COME SI UTILIZZA

Infuso di fiori: tonico, bioattivatore è consigliato ai convalescenti. Un pugno di petali freschi triturati e lasciati infondere un quarto d'ora in una tazza d'acqua bollente. Si filtra e si addolcisce con miele. Due tazze al giorno il mattino a digiuno e la sera mezz'ora prima di andare a letto.

Infuso di foglie: portare a bollore 500 ml di acqua, togliere dal fuoco e versare in una ciotola contenente 5-10 g di foglie secche di rosa canina; lasciare in infusione per 10-15 minuti, quindi filtrare e berne 2-3 tazze al giorno. Per combattere virus intestinali che provocano crampi e dissenteria.

Decotto di frutti: si raccolgono all'inzio dell'inverno, quando la polpa è matura ma ancora ben soda, dopo la prima gelata. Lavati e tagliati longitudinalmente, sono privati dei semi e della peluria interna e fatti essiccare. Far bollire, per 15-20 minuti circa, in un litro di acqua 40 g di frutti secchi. Togliere dal fuoco, lasciare intiepidire, quindi filtrare e bere a tazzine.

Tintura vinosa: lasciare macerare 20 g circa di frutti essiccati in mezzo litro di buon vino bianco secco. Dopo 10-12 giorni filtrare e conservare in una bottiglia ben chiusa. Consumare a bicchierini.

Gelatina di frutti: per mantenere invariato il più possibile il contenuto in vitamina C, si consiglia di lasciare riposare i frutti di rosa canina, in un litro d’acqua per un’ora circa e successivamente farli bollire nella stessa acqua per 10 minuti. La gelatina ottenuta con la successiva spremitura dei frutti mediante torsione in una tela fine, è veramente prelibata. Avrete cosi' ottenuto un preparato energizzante che puo' aiutare persone debilitate e stanche o molto stressate. Sarà molto utile per i fumatori perché si sa la nicotina rende nulla l’assunzione di vitamina C.

Impiego cosmetico: l'acqua di rose e l'olio di rose, preparati con i petali freschi della rosa canina sono noti sin dall'antichità come prezioso cosmetico in tutto l'Oriente. Grazie all’elevata concentrazione di Vitamina A, vitamina C ed E, acido oleico, acido trans- retinoico e carotenoidi, aiuta a tonificare e rassodare la pelle rovinata da acne, rughe, cicatrici, eczemi e bruciature. L'olio di rosa canina caratterizzato da una texture molto delicata può essere impiegato come idratante ad uso quotidiano e si rivela anche efficace nell’alleviare la secchezza e il prurito al cuoio capelluto quando questi fenomeni sono causati da agenti chimici contenuti in prodotti di bellezza.

PROPRIETA'

Azione antinfiammatoria

I fitopreparati a base di Rosa canina vengono spesso impiegati nella cura di patologie prettamente catarrali allo stadio acuto che interessano le prime vie respiratorie. Risultano anche efficaci nel trattare riniti, congiuntiviti e asma di natura allergica oltre che otiti, faringiti e raffreddori di tipo infettivo.

Azione immunostimolante e antitumorale

I componenti presenti nei germogli di quest’arbusto e i suoi petali possiedono proprietà atte a rafforzare il sistema immunitario, risultando idonee a facilitare la risposta di quest’ultimo in presenza di allergeni o attacco batterico.

Azione antireumatica

I fitocomposti contenenti l’estratto di cinorrodi sono in grado di contrastare la sintomatologia dolorosa derivante dall’artrite e le affezioni osteoarticolari, qualora vengano assunti per un periodo minimo di tre settimane. La vitamina C, i carotenoidi, i flavonoidi e gli antociani agiscono sinergicamente con grande efficacia antiossidante e protettiva sulle articolazioni. Studi recenti hanno dimostrato un particolare effetto su pazienti affetti da osteoartrite, con una netta riduzione del dolore, dell’infiammazione e della rigidità articolare.

Azione antiossidante

L’elevata presenza di vitamina C contenuta nel frutto della rosa canina é in grado di ridurre gli effetti negativi derivanti dalla presenza di radicali liberi e stress ossidativo. Contribuisce anche a migliorare la circolazione sanguigna, ad agevolare l’assorbimento intestinale di calcio e ferro e a stimolare l’azione antistaminica dell’acido folico (vitamina B9). Poiché la vitamina C, conosciuta anche con il nome di acido ascorbico, non può essere sintetizzata direttamente dall’uomo (a differenza di quanto avviene per gli altri animali), deve essere introdotta o con gli alimenti, se la dieta è buona ed equilibrata, o con l’integratore alimentare, nei casi in cui l’alimentazione ne sia carente, come normalmente succede. Pensate che in 100 grammi di bacche di rosa canina troviamo ben 2.200 mg di vitamina C, a differenza di 100 grammi di arance che ne contengono solo 50 mg.

Azione antidiarroica e diuretica:

Può essere molto utile anche contro la diarrea e può stimolare l’attività renale favorendo l’eliminazione di tossine (soprattutto gli acidi urici che provocano gotta e reumatismi).

CURIOSITA'

La rosa canina è un arbusto molto importante per la fauna: le sue foglie nutruno alcune farfalle e i fiori sono ricercati da coelotteri, api e vespe. I frutti sono apprezzati da diversi mammiferi come la lepre, il riccio e da tanti uccelli. Merli, cesene, storni, tordi e capinere si nutrono della loro polpa. Il frutto contiene semi leggermente urticanti che animali selvatici e uccelli possono mangiare ma che l'uomo deve evitare perché risultano irritanti per la mucosa intestinale.

 

La ricetta

Marmellata alle bacche di rosa canina

Ha un gusto unico, asprigno e agrumato: per fare la marmellata di rosa canina bisogna armarsi di pazienza perché la parte più noiosa è la mondatura delle bacche. Ma il risultato sarà sorprendente!

Lavate e mondate le bacche di rosa canina eliminando i piccioli neri. Con un coltellino affilato dividete ogni bacca a metà ed estraetene i semi e la peluria. Sciacquate nuovamente le bacche mettendole in un colino sotto l’acqua corrente. Pesate per sicurezza le bacche in modo da aggiungere la giusta proporzione di zucchero che è pari alla metà del peso finale delle bacche.

Mettete le bacche in una pentola copritele d’acqua. Fatele cuocere fino a quando non risultano morbide, ci vorranno almeno 40 minuti. Aggiungendo man mano altra acqua se necessario. Frullate il tutto e passate la purea in un colino a maglie strette.

Rimettete la purea ottenuta nella pentola, coprite con lo zucchero e fate addensare. Riempite i vasetti, ben puliti e sterilizzati, con la marmellata bollente, sigillate ermeticamente, capovolgete i vasetti fino al completo raffreddamento.

Stefania Calzà Santoni

 

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