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Informarsi è un piacere!

Prestazioni complementari AVS/AI

Un diritto garantito dalla legge

Alcuni nostri lettori ci hanno domandato informazioni sulle Prestazioni Complementari all’AVS-AI (PC) cioè su queste prestazioni che sono d'aiuto quando le rendite e gli altri redditi non riescono a coprire il fabbisogno vitale di un assicurato che sia residente nella Confederazione (anche le istituzioni di utilità pubblica come Pro Senectute, Pro Infirmis e Pro Juventute erogano prestazioni in denaro a favore di coloro che si trovano nel bisogno) e non sono provvedimenti assistenziali poiché costituiscono un diritto garantito dalla legge che può essere fatto valere qualora vengano soddisfatte determinate condizioni. Innanzitutto bisogna beneficiare di una rendita dell’AVS (vecchiaia, superstiti) o dell’AI (invalidità). L’importo della PC corrisponde alla differenza tra le spese e il reddito. Per verificare se la sostanza superi la soglia consentita non è presa in considerazione l’abitazione ad uso proprio. 

 

UN DIRITTO ANCHE PER I PENSIONATI ITALIANI

A queste prestazioni hanno diritto anche i cittadini stranieri che vivono ininterrottamente in Svizzera da almeno dieci anni, un requisito – quest’ultimo - non richiesto ai cittadini degli Stati della UNIONE EUROPEA e dell’AELS (Islanda, Liechtenstein, Norvegia). Per i rifugiati e gli apolidi, il termine d’attesa è di cinque anni. Questa importante componente del sistema sociale elvetico prevede delle prestazioni in denaro annue, versate con scadenza mensile, che coprono la differenza tra le spese riconosciute e i redditi determinanti che può far valere un pensionato AVS-AI nonché il rimborso delle spese sostenute per malattia e legate ad una invalidità.

Ciò premesso, e ricordato che le Prestazioni Complementari vengono finanziate dalla Confederazione, dai Cantoni e in parte dai Comuni e non con contributi prelevati sui salari, rispondiamo alla signora Luisa del Cantone Appenzello ed anche al signor Antonio del Cantone di Lucerna i quali - essendo venuti a conoscenza che dal primo gennaio di quest’anno sono entrate in vigore delle modifiche legislative con regole più stringenti - sono preoccupati che le loro prestazioni, di cui godono da anni, possano venire penalizzate.

LA RIFORMA:

Confermando che dallo scorso primo gennaio è entrata in vigore una riforma della normativa, che regola il diritto alle PC, tranquillizziamo entrambi i nostri lettori poiché per le persone, il cui diritto alle PC è nato prima della sua entrata in vigore, sono previste disposizioni transitorie: l’eventuale riduzione o soppressione delle PC, a causa della nuova normativa, potrà quindi avvenire soltanto tre anni dopo, vale a dire dal 1° gennaio 2024. A titolo informativo ricordiamo che nel complesso, la riforma prevede di mantenere il livello delle prestazioni. I beneficiari di PC - come Luisa e Antonio - potranno dunque conservare il loro tenore di vita attuale. Tutti beneficeranno dell’aumento degli importi riconosciuti per la pigione, in particolare le famiglie. Invece, l’aumento della parte della sostanza computata nel calcolo delle PC, l’adeguamento dell’importo minimo delle PC o il computo dell’80 per cento del reddito del coniuge potrebbero comportare per alcuni beneficiari un aumento dei redditi computabili, a fronte di spese riconosciute immutate. La riduzione degli importi riconosciuti per i figli di meno di 11 anni potrà essere parzialmente compensata dal riconoscimento delle spese di custodia nel calcolo delle PC. Nei casi in cui le nuove norma comporteranno una riduzione delle prestazioni, le misure in questione saranno applicate al più presto tre anni dopo l’entrata in vigore della riforma. In caso di aumento delle prestazioni, invece, si applicheranno sin dall’entrata in vigore. Infine alcune misure relative alla sostanza non concerneranno i beneficiari di PC attuali. Tutto questo, ovviamente, per sommi capi.

Dino Nardi

(fine prima parte, continua nel prossimo numero)

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