L'ECO tele7

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I nodi vengono al pettine

Care lettrici, cari lettori,

eccoci qui. Un nuovo numero, nuovi scorci di realtà da raccontarvi. È stato, ed è, un periodo faticoso per la nostra Italia: si sta chiudendo (forse) un capitolo e se ne sta aprendo (forse) un altro. Oppure non cambierà nulla, sarà il tempo a dircelo. Quello che è certo è che, al di là dei giochi di palazzo che hanno occupato intere pagine di giornali, nazionali ed internazionali, e le serate degli italiani di fronte alla tv, l'Italia sta soffrendo. Sono venuti al pettine i nodi di una politica che si è basata sui sondaggi, sull'indice di gradimento dei politici anziché sulle idee, mentre la stabilità del paese purtroppo era già a rischio e non da ieri. Tutti erano pronti a dire che il Paese in questa situazione non poteva permettersi una crisi politica. Vero, ma la crisi era già in atto e in una misura molto grave. E mentre il Paese è in grande sofferenza, destra, sinistra, centro (tutti, nessuno escluso) sembravano del tutto ignari dei problemi dell'Italia e davano l'impressione di star facendo ricreazione. Finché il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha messo fine all'ignobile gioco, alle deleterie furbate tattiche, mettendo tutti di fronte alle loro responsabilità. Ora le speranze, tutte, troppe, sono riposte in Mario Draghi. Per lui parlano naturalmente la sua storia, la sua carriera, le sue competenze, il suo coraggio e i suoi successi, in Italia e in Europa, la sua rispettabilità ed il suo carisma internazionale che possono solo far bene al nostro paese. Ma, per rimettere in sesto l'Italia, rilanciare l'economia, ridurre il debito pubblico, pensare al rinnovamento ecologico, fare investimenti mirati a dare un futuro migliore alle prossime generazioni, più che Draghi ci vorrebbero dei Maghi!

Maria Bernasconi

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