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Rossana Molinatti

Una costumista dedicata all'arte figurativa

Recentemente sono venuto a sapere tramite i media che se n'è andata per sempre una cara amica del mio passato: la cosiddetta “costumista” Rossana Molinatti che del carnevale di Venezia ne fece una ragione di vita.

Rossana, nata nel 1930, ha studiato all'Accademia di Belle Arti di Venezia, ma ha, giocoforza, lavorato per 36 anni alla Telve, poi diventata SIP e ancora più tardi Telecom. Ha amato molto la musica e l'arte e per soddisfare questi suoi interessi nel suo tempo libero ha viaggiato in molti paesi. Dai viaggi è spuntata la suo passione per il cinema a passo ridotto. Una passione che negli anni settanta e ottanta avevamo in comune. Insieme ad altri appassionati facevamo film con dei buoni risultati, usando le cineprese super 8. Per confezionare questi cortometraggi ci voleva un notevole impegno sia nel girarli che montarli e nel curare i sonori, un lavoro spesso da certosini. Purtroppo è un tipo di cinema ormai completamente tramontato e questo mi addolora.

Certo non sono stati i suoi numerosi documentari che anno dopo anno hanno resa celebre Rossana Molinatti, bensì i suoi fantasiosi costumi che confezionava per il famoso carnevale di Venezia. Costumi mobili anche molto alti e voluminosi con i quali questa signora piccola e minuta girava per la città, destando la meraviglia e l'approvazione unanime degli astanti. Rossana si ispirava ai più famosi quadri di grandi artisti. Da queste “maschere” si poteva scorgere ”Il bacio” di Klimt, una composizione di un maestro del surrealismo come Max Ernst, un personaggio di Chagall o un particolare di Guernica di Pablo Picasso, una delle opere di notevole respiro fra le più famose del grande maestro iberico.

Andrea Pagnacco

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