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Le separazioni figlie dell’emigrazione

Situazioni familiari complicate anche a livello fiscale

Sono molte le situazioni particolari che si verificano nelle famiglie italiane nell’ambito dell’emigrazione, anche in quella nostra in Svizzera, e con le quali sono stato confrontato nella mia esperienza di operatore di patronato e nei trent’anni che dialogo con i lettori de L’ECO tramite questa rubrica. Tuttavia mi mancava una situazione come quella di cui sono venuto a conoscenza ultimamente e che riguarda una famiglia del Cantone Berna che da molti anni è abbonata a L’ECO e che mi ha coinvolto per avere un consiglio su come poterla risolvere. Lucia (nome di fantasia poiché questa persona desidera mantenere l’anonimato) - nata e cresciuta in Svizzera, che vive in una località nelle vicinanze di Bienne insieme al fratello ed alla madre - ci riferisce che suo padre, dopo una vita familiare vissuta tutti insieme in tranquillità, una volta andato in pensione ha deciso di rimpatriare al paese di origine in Puglia per il classico motivo che vantano in genere gli emigrati italiani nella Confederazione ovvero “andarsi finalmente a godere la casa frutto di tanti sacrifici”. Una casa sul mare, una casa veramente bella ci dice Lucia. Il problema è che la madre, peraltro pure pugliese ma di un’altra provincia, dopo tantissimi anni di residenza in questo Paese dove si è integrata molto bene, non condividendo la decisione del coniuge, è rimasta in Svizzera anche per non allontanarsi dai suoi due figli perfettamente inseriti nel mondo del lavoro i quali, in ogni caso, non li avrebbero seguiti in Italia.

Fin qui niente di nuovo essendo l’ennesima vicenda familiare figlia dell’emigrazione. Infatti non sono rare, in emigrazione, le famiglie che, una volta raggiunta l’età della pensione, sono in disaccordo sul da farsi: con i mariti che, in genere, propendono di più per rimpatriare mentre le mogli sono invece più restie ad abbandonare la Svizzera. Così avviene che, in questi casi, i mariti spesso rimpatriano da soli separandosi di fatto dal coniuge pur senza divorziare. Nel caso in questione il problema è che a questa decisione di separazione di fatto si è giunti litigando di brutto in famiglia, e non solo tra i due coniugi, ma, perfino tra il padre ed i figli colpevoli di aver avversato la sua decisione prendendo le difese della madre. La conseguenza di tutto questo è che adesso il padre vive in Italia nella casa di famiglia (peraltro intestata ad entrambi i coniugi) e non intende assolutamente “ospitarvi”, neppure per le vacanze, non solo la moglie ma neanche i due figli! Una decisione che soprattutto Lucia e suo fratello non riescono affatto a digerire poiché in quella casa vi trascorrevano abitualmente le vacanze estive e spesso anche i periodi delle festività annuali avendo in quel paese salentino sia parenti che molti amici.

Dunque una situazione familiare complicata per la quale Lucia si è rivolta a questa rubrica per un consiglio. Al di là dei rapporti umani ed affettivi lacerati, questa situazione si tira dietro anche diverse complicazioni fiscali per via che c’è in ballo un immobile di cui sono proprietari entrambi i genitori. Questo comporta che sul fronte italiano per l’IMU, il padre abitando nell’immobile ne è evidentemente esente per la quota di sua pertinenza, mentre la madre dovrà pagarla sulla sua quota (eventualmente nella misura del 50% qualora sia al beneficio di una pensione italiana ottenuta in convenzione internazionale); invece per la TARI potrebbe esserci l’obbligo per il padre del pagamento totale sulla sua quota di possesso e di solo un terzo per quella della madre essendo pensionata AVS e iscritta AIRE, ma essendo una situazione atipica (per questo ho usato il condizionale) suggerisco a Lucia di chiarire la situazione con l’Ufficio tributi del comune di competenza. Sul fronte elvetico la madre dovrà naturalmente modificare la sua denuncia al fisco locale dichiarando solo il valore della quota in suo possesso di quell’immobile risultante dalla Visura catastale.

Pertanto, a mio avviso, se non si riesce da parte di tutti loro a ricomporre la situazione familiare, può esserci solo una soluzione ovvero quella del divorzio dei genitori con relativa separazione dei beni che porterà alla successiva vendita dell’immobile ad uno dei due ex coniugi (con probabile diritto di prelazione per il padre visto che ci risiede) oppure a terze persone.

Dino Nardi

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