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Il ritorno alla natura – L’equiseto

( Equisetum arvense )

L’equiseto è una pianta erbacea preistorica che ha vissuto quasi tutta la storia del mondo vegetale terrestre, infatti, era già presente nel Carbonifero superiore, 345 milioni di anni fa circa. Il suo nome scientifico “Equisetum arvense“ deriva dal latino equus: cavallo e saeta: setola, crine, perchè la pianta adulta ricorda proprio la coda del cavallo ed infatti è anche conosciuta con il nome “coda cavallina”; arvense deriva da arvum: campo, in relazione al fatto che la pianta cresce in zone campestri e non è infrequente trovarla su terreni umidi e incolti, lungo fossati e scarpate.

L’equiseto è una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Equiseteceae e alla divisione delle Pteridofite (piante senza fiori, frutti o semi). Originaria dell’Europa, in Italia è comune dalla regione mediterranea a quella subalpina, lungo le sponde di corsi d’acqua, in terreni pietrosi, incolti e umidi. Possiede un lungo rizoma strisciante, da cui si originano i fusti sterili e fertili alti 15-30 cm, privi di clorofilla e di colore bianco-gialliccio alla base e bruno-rossiccio superiormente, al cui apice si formano le spighe ovali che contengono le spore per la riproduzione.

L'equiseto è uno tra gli organismi più antichi della terra ed è anche conosciuto come argilla vegetale proprio per le sue proprietà e la sua composizione minerale, ricca di sali di silicio.

Proprietà

Azione rimineralizzante: ricca di acido salicilico, contribuisce ad aumentare l’elasticità dei tessuti e partecipa alla ricostruzione dello scheletro, rendendosi così utile nella cura di fratture ossee, e svolgendo inoltre un’ottima azione cicatrizzante e astringente.

Azione diuretica e depurativa: aumenta infatti il volume delle urine in caso di ritenzione idrica e idropisia.

Azione antiemorragica: in caso di emorragie di qualsiasi natura (emorragie da ulcere, mestruazioni troppo abbondanti, emorragie emorroidali e uterine ed epistassi). Possiede inoltre particolari proprietà emopoietiche, cioè è in grado di stimolare la produzione di globuli rossi e bianchi, molto utile in caso di infezioni e malattie in corso.

Come si utilizza

Decotto per uso interno: far bollire, per 30-35 minuti circa, in 500 ml di acqua 50-60 g di pianta essiccata e sminuzzata, togliere dal fuoco e lasciare riposare per 2-3 ore, quindi colare. La dose consigliata è 2-3 tazze al giorno.

Polvere: per una cura rimineralizzante pestare in un mortaio i fusticini sterili di equiseto essiccati fino a ottenere una polvere fine; assumerne da 1-2 g prima dei pasti. La cura deve durare almeno un mese.

Tintura: mettere a macerare, per 8-10 giorni circa, 20 g di pianta di equiseto essiccata in 80 g di grappa a moderata gradazione alcolica, filtrare e conservare in una bottiglietta ben chiusa in un luogo asciutto. Prenderne all’occorrenza due cucchiai il giorno.

Decotto per uso esterno: far bollire, per trenta minuti, in mezzo litro di acqua 60-80 g di pianta essiccata di equiseto, lasciare intiepidire quindi utilizzare per fare lavaggi, sciacqui, gargarismi e applicare compresse.

Bagno rassodante, rinfrescante e remineralizzante: utile per pelli particolarmente rilassate e rugose. Mettere in un sacchettino di tela bianca una manciata (30-40 g circa) di fusti sterili di equiseto essiccati e sminuzzati grossolanamente, chiudere bene il sacchettino con un laccio e metterlo in infusione nell’acqua del bagno molto calda, lasciare a mollo per qualche minuto, quindi immergersi nell’acqua come consueto.

Maniluvio: per evitare che le unghie fragili si spezzino in continuazione occorre nutrirle con un adeguato apporto di sostanze minerali, preparare una tazza di decotto di equiseto per uso esterno, lasciarlo intiepidire quindi immergervi le mani per 20-30 minuti circa. Ripetere il maniluvio tre volte la settimana.

Dopo shampoo: l'equiseto è considerato utile per rafforzare i capelli, prevenirne la caduta e supportarne la crescita. Potrete preparare un infuso forte di equiseto, utilizzandone 2 o 3 cucchiai in una tazza da 250 ml di acqua bollente. Lasciate riposare per un’ora, filtrate e utilizzate il liquido ottenuto per risciacquare i capelli sotto la doccia.

Curiosità

Un altro nome popolare con cui l'equiseto è conosciuto è rasperella che deriva dal latino asper, cioè ruvido, rugoso. Questo è riferito chiaramente al suo potere abrasivo, in virtù dell’elevato contenuto di silicio. Per questa ragione, in antichità si utilizzava per levigare materiali di diverso tipo, come legno o avorio, oppure ancora per lucidare i metalli. Per pulire le pentole: per evitare di utilizzare la paglietta di ferro strofinare sulle padelle e il vasellame, alcuni gambi di equiseto privi di foglie ed essiccati in superficie, risciacquare infine con abbondante acqua.

Stefania Calzà Santoni

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