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Riduzione per IMU e TARI

IMU

I lettori che non sono interessati alla fiscalità sulla casa in Italia mi perdoneranno ma questa settimana devo, ancora una volta e spero non più per molto tempo, tornare sul tema IMU e TARI. Un tema tuttora d’attualità che interessa gran parte dei lettori de L’Eco e cioè gli emigrati di prima generazione che, notoriamente, hanno investito i loro primi risparmi nella proprietà di una abitazione in Italia, come pure quei loro figli che hanno ereditato quel bene.

Torno a trattare questo argomento perché, con l’approvazione da parte del parlamento italiano della Legge di Bilancio 2021, dal primo gennaio è entrata in vigore anche la norma che consente uno sconto del 50% sull’IMU per l’abitazione dei pensionati residenti all’estero titolari di una pensione italiana ottenuta in convenzione internazionale (per esempio questa norma si applica a tutti gli emigrati residenti nella Confederazione che sono titolari di una pensione INPS ottenuta cumulando i periodi assicurativi italiani e svizzeri dell’AVS-AI). Nel contempo continuerà ad applicarsi la riduzione di due terzi (2/3) della TARI (tassa sui rifiuti) per gli iscritti all’AIRE titolari di una pensione erogata dal sistema previdenziale locale del Paese di residenza (per esempio per i residenti in Svizzera una rendita dell’AVS-AI, del Secondo Pilastro, prepensionamento FAR nell’edilizia). Quindi buone notizie per la gran parte degli emigrati italiani proprietari di una abitazione in Italia che possono far valere la titolarità di queste pensioni. Ed è bene ricordare che, se questi benefici si sono ottenuti, è grazie alla presenza nel parlamento italiano di eletti all’estero e soprattutto per merito di quelli di Italia Viva e del PD con in testa la senatrice Laura Garavini che si è fatta personalmente promotrice di quelle leggi. Quest’ultima nota tanto per ricordare, agli scettici di lungo corso sul voto all’estero, l’utilità di avere in parlamento degli eletti nella Circoscrizione Estero che si facciano carico delle esigenze degli emigrati italiani.

LUPUS IN FABULA

Ma questo sconto del 50% sull’IMU per i residenti all’estero titolari di una pensione italiana in convenzione internazionale mi riporta alla memoria le tante sollecitazioni che, in passato, ho avuto modo di fare - sia tramite questa rubrica che nelle centinaia di conferenze sui temi socio previdenziali che ho tenuto in giro per la Svizzera da esperto dell’ITAL-UIL - affinché, coloro che ne avessero avuto i requisiti, presentassero la domanda di pensione italiana in convenzione italo-svizzera ricordando i possibili benefici collaterali che vi erano (assistenza sanitaria in caso di rimpatrio) e che avrebbero potuto arrivare in futuro ai pensionati emigrati italiani, al di là che l’importo della pensione fosse più o meno appetibile. Infatti non di rado sono stato confrontato con persone che si rifiutavano di presentare la domanda di pensione italiana (qualche volta addirittura anche con sdegno nei confronti dell’INPS e dell’Italia): chi per via del misero importo di pochi euro mensili ai quali avrebbero poi avuto diritto; altri per non dover far fronte al fastidio delle frequenti verifiche che chiede l’INPS ai suoi pensionati come la compilazione dei modelli reddituali, l’esistenza in vita, ecc. ecc. (un argomento, quest’ultimo, utilizzato soprattutto dai superstiti). E, adesso, lupus in fabula, ecco la riduzione del 50% dell’IMU proprio per coloro che sono titolari di quella tanto ripudiata pensione italiana in convenzione italo-svizzera!

NON È MAI TROPPO TARDI

Ma, come recitava quel vecchio slogan “non è mai troppo tardi per studiare”, anche per la presentazione della domanda di pensione italiana non è mai troppo tardi. Infatti quanti in passato, pur avendone diritto, hanno rinunciato alla presentazione della domanda di pensione italiana sono sempre in tempo a richiederla (recuperando perfino gli arretrati maturati dalla nascita del diritto). Ricordo, a titolo informativo a quanti fossero interessati, che il diritto alla pensione italiana in convenzione con la Svizzera lo hanno praticamente tutti gli emigrati anziani (con una lunga carriera lavorativa-assicurativa nella Confederazione) che in Italia possono far valere quantomeno 52 settimane di contributi nell’assicurazione generale obbligatoria, oppure un servizio militare della durata minima dello stesso periodo. Agli interessati consiglio di avvalersi della consulenza gratuita di una sede dell’ITAL-UIL o di altro patronato di fiducia

Dino Nardi

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