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Alla ricerca dei … cinepanettoni …

Care lettrici, Cari lettori,

In un calendario d’uscite stravolto dalla pandemia e la chiusura dei cinema, sui films nel periodo natalizio dappertutto ormai di certo ci sono solo le incertezze. Un destino che colpisce anche i cosiddetti ‘cinepanettoni“ italiani. Il neologismo si lesse nei media in lingua italiana sul finire del 1997. Fu coniato in senso dispregiativo dai critici cinematografici per indicare quei films natalizi di grande diffusione pubblica. Il riferimento è a uno dei tradizionali dolci italiani d’obbligo per questa festività. E questo è per eccellenza il panettone. Ben presto, il neologismo è diventato di uso comune in Italia e ha perso in parte la sua connotazione negativa iniziale, al punto che gli stessi attori e autori hanno preso a indicare tranquillamente le loro opere con questo nome.Il cinepanettone come termine è nato soprattutto per mettere in evidenza le classiche commedie farsesche italiane appunto proprio sotto Natale. Indubbiamente, il cinepanettone più visto, resta Natale sul Nilo del 2002 e come mattatori assoluti, insieme ma anche separati, Christian De Sica e Massimo Boldi. Saranno di ritorno in coppia anche quest’anno, non sappiamo come e quando, in „ Natale su Marte“.

C’è da aggiornare che la bravura in scena di Checco Zalone e i suoi successi assoluti al botteghino, hanno fatto in modo che i cinepanettoni negli ultimi anni stiano ampliando l‘ applicazione del termine, fino a racchiudere le commedie italiane a teatro. Forse, la ragione del successo del cinepanettone risiede proprio nella specifica e inconfondibile capacità di raccontare in chiave demenziale vizi, difetti e desideri inconfessabili di noi italiani. E poco importa se ci si ritrova a ridere per squallidi sketch con l’amante di turno, con le scivolate su bucce di banana e simili o su flatulenze varie, perché lo spettatore si è già immedesimato in una parte della sua personalità nascosta e non accettata in società che non gli viene fornita da specchio in altre pellicole. E, questo basta.

Un Natale senza cinema lo superiamo sicuramente.

Ma, cosa sarebbe un Natale senza panettone?

Graziella Putrino

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