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Traffico: pericolo economico

Perchè la Svizzera sta prendendo la strada sbagliata.

Quale automobilista non odia ardentemente il traffico che attanaglia sempre piú le strade svizzere? Bene, caro automobilista, hai sia ragione, sia torto. Hai ragione perché un traffico poco scorrevole comporta enormi costi economici. Hai torto perché non stai facendo niente per combatterlo.

Andiamo con ordine. Vari studi, tra cui anche alcuni governativi, dimostrano che l’eccessivo traffico esistente sulle nostre strade comporta dei costi economici immesi. Essi sono stimati in vari miliardi di franchi all’anno.

In cosa consistono questi costi? Principalmente in tempo (e quindi denaro) perso negli ingorghi, tempo che avrebbe dovuto essere utilizzato in maniera piú produttiva (per esempio raggiungendo il posto di lavoro piú in fretta). A questi costi vanno aggiunti i maggiori costi in benzina, assicurazioni, incidenti e stress emotivo, causati appunto dall’eccessivo traffico. Per non parlare dei costi ambientali…

Bisogna aggiungere che la situazione in Svizzera è notevolmente peggiorata negli ultimi 15-30 anni. Analizzandone le cause, ció non puó sorprendere. Il grande aumento del traffico sulle nostre strade rispecchia un semplicissimo modello economico: quello della domanda e dell’offerta. Negli ultimi decenni, l’offerta, cioè il numero di strade e parcheggi disponibili, non è aumentato di molto. Al contrario, la domanda, cioè il numero di automobili in circolazione, è fortemente cresciuta. Questo aumento è dovuto al fatto che sia i giovani svizzeri che i giovani stranieri utilizzano la macchina molto piú di quanto non facessero i loro genitori. Se ci si pensa un attimo, quanti immigrati (sia italiani che non) di prima generazione avevano ed utilizzavano regolarmente un’automobile? E invece quanti dei loro figli lo fanno? La risposta è risaputa: la nuova generazione, al contrario dei propri genitori e nonni, è assolutamente macchina-dipendente. Ció è dovuto al fatto che oggigiorno vi è una ricchezza nettamente superiore rispetto a 40 anni fa. Parte di questa ricchezza viene spesa in automobili.

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Alla luce di questo discorso c’è da chiedersi quali siano le possibili soluzioni per migliorare la viabilitá sulle nostre strade.

Principalmente vi sono due possibilitá: aumentare l’offerta (costruire nuove strade e creare nuovi parcheggi) o diminuire la domanda (meno macchine in circolazione). A mio avviso la soluzione migliore è chiaramente quella di far diminuire la domanda, cioè far sí che l’utilizzo della macchina diventi relativemante meno attraente.

Perché si preferisce questa soluzione a quella di costruire piú strade e parcheggi?

Molte persone utilizzano la macchina non per necessitá, bensí solo per il “piacere di guidare”. È davvero necessario, per esempio, prendere la macchina per fare poche centinaia di metri? Bicicletta, tram, bus, oppure una bella camminata non sarebbero piú logici in questi casi? Inoltre, una recente statistica ha mostrato come l’automobile per oltre il 50 per cento del tempo venga utilizzata nel tempo libero, ció che conferma quanto ho appena esposto.

Naturalmente, intendiamoci, usare la macchina quanto si vuole è un sacrosanto diritto di ognuno di noi. Tuttavia, dal momento che questo uso comporta dei costi elevati per la societá, esso deve essere adeguatamente tassato, in modo tale da poter pienamente riflettere i suddetti costi.

Un sistema assolutamente sicuro per far diminuire il traffico è quello di aumentare i costi di utilizzo della vettura. Ció puó essere fatto sia aumentando considerevolmente il prezzo della benzina, sia aumentando la tassa di circolazione. Nel primo caso vi sará certamente un incentivo a guidare di meno, visto che ogni chilometro in piú comporta costi elevati (maggior consumo di benzina) ed a comprare macchine che consumano di meno, con effetti positivi sull’ambiente. Nel secondo caso, vi sará un incentivo ad acquistare meno macchine (ma davvero una famiglia di 4 persone ha bisogno di 3 automobili??), visto che la tassa si basa sulla macchina stessa, non su quanto la si usa. A mio parere, la soluzione migliore è una combinazione delle due strategie: un forte aumento della tassa sul carburante, unito ad un notevole aumento della tassa di circolazione. Questa strategia porterá ad un sicuro calo del traffico, con conseguente diminuzione (forse addirittura eliminazione) dei costi eccessivi (e quindi economicamente parlando inefficienti) associati al traffico e ad un miglioramento dello standard di vita per tutti.

Ma c’è un’altra ottima conseguenza che deriva dalla politica sopraesposta. L’aumento delle tasse sui carburanti e sulla circolazione creerebbe entrate aggiuntive per lo Stato, il quale potrebbe dunque diminuire le altre imposte, come per esempio quelle sulla casa, sul reddito, oppure sui dividendi, senza compromettere il bilancio pubblico.

Alla luce di quanto esposto, ci si chiede come mai tale politica non sia stata ancora adoperata dal nostro governo (e dai governi di tutto il mondo, soprattutto quello americano, visto che lí la benzina costa davvero pochissimo). Parte della spiegazione risiede nel fatto che le lobby automobilistiche, che comprendono i produttori di automobili ed i grandi produttori petroliferi, combattono ferocemente affinché le tasse sulle macchine non vengano aumentate. Cosí facendo essi proteggono i loro interessi, ma nuocciono gravemente alla societá.

Sta a noi, caro lettore, far sí che le cose cambino. Usiamo il nostro diritto di influenzare il governo e facciamo la cosa giusta aumentando le tasse sui carburanti e sulle automobili. In fin dei conti saremo noi tutti a guadagnarne. Alla faccia dei produttori petroliferi e delle loro “macchinazioni”... mi si perdoni il gioco di parole!

Peter Ferri

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