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… Vite…. in pericolo…

Care lettrici, Cari lettori,

Un artista, l’Artista non si presenta. Tantomeno si commenta. Ci offre, garbatamente, il privilegio della sua essenza. Della sua creazione. Delle sue invenzioni. Quindi, non vi presenterô Pippo Montedoro, la persona. Non ci riuscirei. Tanto è abile a farmi strambare. Ma, solo un timoniere assolutamente capace e sicuro di sè, o un folle e ubriaco di avventure, gira la barca nel senso opposto, quando vira controvento. Se lo fa, il boma si rovescia pericolosamente contro l’altra parte dello scafo. Questo evento si chiama strambata. Solo quando ci capita davvero di strambare, capiamo fino in fondo, perchè questa parola abbia la stessa etimologia di ‚strambo‘ e ‚stramberia‘.

Quando una barca stramba, tutta la situazione all’improvviso diventa: incerta, ingestibile, fuori controllo. Capovolta. La tua vita è in pericolo. Magari, fino a poco prima, riuscivamo a stento a manovrare un materassino da spiaggia, ma ci credavamo i dominatori delle onde del mare.

In ‚ Vite in pericolo‘, il lettore viene letteralmente strambato, inabissato sotto la superficie delle singole sillabe, formando parole, modi di dire, locuzioni… incontrando l’assurdo, il paradosso, la sottile ironia del Destino, bref: la Vita. E, questa, incontrerà la nostra barca agonizzante, vestiti solo delle nostre esperienze con la Vita. Ci ritroviamo a fare „buon vino a cattivo Gioco“, a chiederci il senso di queste minuscole e maiuscole nel titolo, mentre veniamo catapultati in trovate grafiche della virgola interrogativa e della virgola esclamativa.

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Montedoro è uomo di pancia nel senso più bello. Incantatore di serpenti dalla lenta digestione, di quelli che mordono il petto del Genio… „ ci „avverte‘ Salvo Piparo, nella sua prefazione alle 160 pagine di „ Vite in pericolo‘ nella Palermo in cui nasce da una coniazione di una parola, una forma di teatro, il Curô. „Quando nascemmo, come Curô, fingemmo una assemblea pubblica (…). Avevamo preparato, ognuno di noi, un discorso senza capo né coda ma che, per nostra maestria, sembrava vero. „leggiamo a pagina 101 per ritrovare a pagina 112 a pie‘ di pagina una nota dell’editore: „Perbacco, giusto ora che mi stavo divertendo… Mi sa che glielo propongo di fare tutto un libro su Curô! „ poichè Montedoro ci lascia strambare, perchè „si secca di raccontare. „Si, ora mi secca troppo“… e ci lascia con il fiato sospeso…

Fiato… sospeso, lungo, per arricchirci a pagina 126 delle sfaccettature linguistische e semantiche di questa parola che evoca prima tutto un racconto.

Strambezze… e quelli della Qanat, per pubblicare questi „strambi“ autori, non potevano che Inventarsi la Collana Stramba con al suo battesimo VITE IN PERICOLO, un libro che solo per praticità dei comuni mortali, si presenta tale. Chi lo sfoglia, non puô non inchinarsi davanti al guru della fotografia, Letizia Battaglia, non puô non percepire la stima e l’affetto di Salvo Piparo e la totale fiducia dell’editore Toni Saetta in queste strambezze. Pippo Montedoro è un’incognita. Il suo ardore artistico non diminuisce di un ohm, neanche quando davanti al registra della transmissione, Marco Tarantino e il paroliere Simone Giuffrida, si trasforma in Signorina Montedoro ai microfoni di Radio-Comunitaria il martedi sera alle ore 21h, mettendo seriamente le nostre „Vite in pericolo“… con il suo umorismo… strambo… e salvavita. (WWW.RADIO-COMUNITARIA.ORG).

Stay tuned! Sintonizziamoci e leggiamolo: Montedoro, uno „stanco di santo“, che semina Arte con il suo carisma… le nostre vite… saranno meno in pericolo…

Graziella Putrino

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