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Rapporti di vicinato – terza parte

Continuiamo oggi il sorvolo delle problematiche legate ai rapporti di vicinato soffermandoci questa volta su di un interessante caso trattato dalla nostra massima Corte a meta degli anni 70 e legato ad una tradizione che nel nostro paese si perde nella notte dei tempi. Trattasi del rumore dei campanacci delle mucche al pascolo.
I fatti brevemente riassunti sono i seguenti: X è proprietario, nel Cantone Appenzello, di un terreno sul quale ha edificato la propria abitazione. Il terreno è ubicato in zona residen-ziale.
A Nord e ad Ovest della proprietà di X vi sono altre due parcelle utilizzate come pascolo dal contadino Y.
Alcuni anni prima di questa storia X aveva già intentato un processo nei confronti del padre di Z per immis-sioni moleste consistenti nei rumori occasionati dall’azienda agricola.

Nel caso trattato dal Tribunale Fede-rale X aziona Z pretendendo che quest’ultimo limiti il numero di muc-che che pascolano con i campanacci, che il pascolo avvenga solo in determinati orari della giornata e che Z venga pure obbligato ad astenersi da qualsivoglia pascolo notturno di mucche con relativi campanacci.

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L’azione legale era fondata sull’art. 684 CCS che abbiamo visto la scorsa settimana.
Il tribunale Federale, dopo aver richiamato la propria costante giuri-sprudenza in materia, osserva che trattandosi di una richiesta di divieto notturno di pascolo con i campanacci, proprio perché notturno, le regole per stabilire se si è in presenza di immis-sioni moleste devono essere più rigide di quelle applicate se si dovesse decidere su rumori diurni.
Il Tribunale Federale sottolinea che in materia di rumori notturni è neces-saria un protezione molto più rigida ed estesa. Riferendosi ad una sentenza emessa dal medesimo Tribunale Federale nel 1919 i giudici ricordano che già all’epoca avevano dovuto statuire su di una protezione qualificata poiché causata da rumori notturni, specificando che la quiete durante la notte, tenuto conto della vita moderna e dell’ammissibile sopportazione dei vicini, costituiva già all’epoca un bene degno di partico-lare protezione.

Considerazioni queste che 50 anni dopo hanno, molto più di prima, la loro valenza visto che l’evoluzione del-la società ed i rumori ad essa colle-gati ha fatto si che la sopportazione dei vicini è stata sempre piu messa sotto pressione. Questo permette di affermare che il rumore notturno dei campanacci degli animali al pascolo possa infastidire e costituire un rumo-re molesto.
L’interesse di X a poter trascorrere una notte tranquilla si contrappone pertanto all’interesse di Z di poter lasciar pascolare i propri animali e svolgere cosi la sua attività di alleva-tore.
Per i Giudici occorre valutare questa situazione per rapporti all’”uso loca-le”.

Orbene, pur ammettendo che il pa-scolo di animali con campanacci nel Canton Appenzello si perde nella notte dei tempi, i giudici specificano che l’analisi dell’uso locale non può estendersi generalizzando su tutto il territorio di un Cantone. Bisogna invece prendere in considerazione i luoghi dove si svolgono i fatti, il genere di quartiere e la conformità dei fondi vicini. In modo particolare bisogna considerare se vicino al-l’azienda agricola vi sono dei quartieri residenziali o meno. Nella fattispecie vicino all’azienda di Z c’era l’abita-zione di X ubicata in zona residen-ziale. Stando cosi le cose, Il rumore dei campanacci di animali al pascolo in un quartiere residenziale, supera ampiamente quanto può essere sopportato di notte dagli abitanti.
D’altro canto niente poteva giustifica-re, vista la conformità dei luoghi, che mucche venissero lasciate pascolare con campanacci anche di notte (si pensi alla necessita di ritrovare degli animali sperduti in zone impervie e di difficile accesso). Poiché i terreni di pascolo erano di piccole dimensioni i medesimi potevano benissimo essere cintati evitando cosi possibili perdite o fughe di animali. Il divieto di pasco-lo notturno di animali con campa-nacci è stato accolto dai giudici che hanno imposto a Z di evitare di lasciar pascolare i propri animali dalle 20:00 di sera sino alle 07:00 di mattina.
Non traggo nessuna conclusione poiché, come risaputo, le sentenze non si interpretano ma si applica-no...segue...

Avvocato Mauro Trentini

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