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Luglio…ai ai ai ai…!

Care lettrici, Cari lettori,

Senza renderci conto, siamo a luglio. Estate piena. Tempo di vacanze. Cerchiamo con accuratezza di appurare, se la destinazione in cui vorremmo soggiornare, ci porti il sospirato distacco da tutto quello che ci preoccupa e ci ha messo in subbuglio negli ultimi mesi.

In questo inizio di luglio 2020, vi ripropongo il testo di una popolare canzone, diventata una filastrocca tutta italiana, ormai nella nostra memoria e nelle nostri menti, augurandovi un luglio come piace a voi.

«Luglio, col bene che ti voglio lo sai non finirà… ai ai ai iai!…”

Comincia così una delle canzoni simbolo dell’estate italiana degli anni 60, ma molto attuale.

Per l’esattezza era il 1968 quando Riccardo Del Turco e Giancarlo Bigazzi scrissero questa canzone. Era l’estate che precedeva un anno cruciale nella storia del Belpaese. La canzone potrebbe rappresentare, se vogliamo, anche l’ultimo soffio di spensieratezza dell’Italia, prima

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di essere nel vortice della contestazione del ’68 e travolta dagli anni di piombo, gli anni del terrorismo e delle stragi di stato. Anni bui. Di paura. Momenti di angoscia.

Nel titolo della « nostra» canzone, solo il nome del mese: luglio. In fondo, era solo un espediente dell’autore Giancarlo Bigazzi. Ai fini della storia raccontata, avrebbe potuto essere tranquillamente anche maggio, febbraio o il mese che più vi aggrada. I mesi caldi, diventano freddi, se la nostalgia di chi vogliamo bene ci tormenta. Nella canzone, il mancato arrivo della persona amata, veste luglio di novembre, perdendo il suo calore e splendore estivo.

Graziella Putrino

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