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Christo con la sua strepitosa land art ci ha lasciati per sempre

Christo Vladimorov Javacheff, uno degli artisti più importanti e conosciuti vissuti a cavallo di due millenni, è mancato recentemente all'età di 84 anni. La morte del maestro bulgaro è una perdita molto sentita nella sfera dell'arte figurativa di molti paesi.

E' stato nel lontano 1963 che ho conosciuto per la prima volta i lavori di Christo. Mi ricordo nitidamente una sua mostra allestita nella Galleria del Leone, situata a un passo da Piazza San Marco di Venezia. Una galleria diretta da due miei amici e considerata una delle più spinte e all'avanguardia dell'intero “Bel Paese”.

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Dopo alcuni anni la stessa Galleria fece una seconda mostra di Christo, mostra che a dire il vero cominciai ad apprezzare per la positiva caratura dei lavori esposti. Appiccicate alle pareti vi furono dei rifacimenti molto fedeli all'originale delle vetrine di alcuni negozi parigini, tutte vetrine coperte da grandi fogli di carta che proibivano la vista dei loro interni. La poetica che nascondevano quei lavori, da quanto ricordo, mi era in parte offuscata per colpa mia, mentre mi entusiasmò l'atmosfera rarefatta che circondava quella installazione.

Si sa che Christo e la sua anima gemella, l'artista francese Jeanne-Claude Denat, nata a Casablanca lo stesso giorno e lo stesso anno di lui e mancata nel 2009, fecero copia fissa in tutti i sensi, tanto che concepirono assieme moltissimi progetti che si tramutarono in realtà.

Non ci dimentichiamo che questo maestro è stato uno degli artisti fondanti della Land Art, cioè la vasta “Arte dei territori”, vedi il lago d'Iseo, dove ha coperto le sue acque con file di passerelle galleggianti color giallo. Passerelle percorse da un milione di visitatori.

Io mi fermo qui anche perché a causa della morte di un artista di tale caratura sicuramente si sono buttati a pesce a scrivere su di lui il fior fiore della critica artistica internazionale e i tanti media che ci circondano.

Chiudo il tutto con un aneddoto: Un amico veneziano di Christo, ossia un suo collezionista, sempre tanti anni fa, subì un furto in casa. I ladri portarono via tanti oggetti preziosi, ma una poltroncina “impacchettata” di Christo rimase lì al suo posto a fare bella mostra di se.

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