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Un cocciu d’amuri…. all’antica Filanda…

Care lettrici, Cari lettori,

Dalla data del 15 giugno, il cuore di molti di noi, è riiniziato a battere forte. Con le frontiere chiuse, che non solo ci separavano dai nostri affetti, dai posti dai quali bastava un clic online, o una telefonata e subito avevamo riservato il nostro soggiorno, ma da tutte le nostre certezze materiali e affettive. Separati, in modo brutale e da fare perdere la ragione, molti della mia generazione e anche più giovani, abbiamo in dose concentrata, vissuto la traumatizzante sofferenza umana dei nostri cari, durante le guerre, durate anni.

Abbiamo nostalgia. Non della normalità, perchè quelle certezze che consideravamo scontate, normali nella nostra vita, sono crollate in meno di un batter d’occhio. Lasciando tanti cocci.

Sentiamo quel viscerale bisogno di raccogliere uno di questi cocci. Uno, pur piccolo che sia. E, questo „cocciu“, dovrebbe essere un pezzetto d’amore, ma cosi unico, grande, profondo e forte, da restituire il valore e il calore di tutto l’amore pensabile, imaginabile e vivibile.

Quale regalo più grande avrei potuto ricevere in questa fase di nuovo inizio, da un Maestro dell’Arte in e della cucina, dell’ospitalità e del farti subito sentire in famiglia, tale Nunzio Campisi, titolare dell’Antica Filanda a Capri Leone, in Sicilia?

In questa fase di isolamento, mi ha servito virtualmente delle specialità del suo vasto repertorio culinario. Una di queste chicche gastronomiche, è l’arancino di couscous, servito su crema di pomodori, al delicato profu-mo di basilico dei Nebrodi e inconfondibile brezza marina.

Questo capolavoro culinario, Nunzio Campisi lo accosta a „Cocciu d’amuri“ di Calogero, detto Lello, Nello Analfino. Trattasi di uno stornello, di una serenata allo stile dei Troubadours. Sia l’arancino al couscous che il cantautore abbinatogli, ci riportano agli intrecci politico-letterari e storici delle tante culture che coesistono da sempre in Sicilia.

La voce di Lello culla le parole e fa vibrare il cuore con un‘ incessante emozioni di benessere. Lo stesso benessere psicofisico l’offre la struttura Antica Filanda, posizionata sui Nebrodi, una delle più importanti catene montuose sicule, a 400 metri sul livello del mare. Dell’Antica Filanda si vedono le isole Eolie. E non solo. Da questo „cocciu d’amuri‘ si possono raggiungere mete come Capo d’Orlando e la Fondazione Famiglia Piccolo di Calanovella, nome meno conosciuto del noto cugino Tomasi di Lampedusa, autore del celeberrimo Gattopardo.

A volte, alcune bellissime poesie, sono nate per gioco. Anche l’Antica Filanda ha una storia simile: nasce nel 1990. Un gioco di famiglia. Tra fratelli e rispettivi consorti. Da una iniziale scommessa ludica, diventa una sfida importante al livello mondiale tale che un coccio di Antica Filanda, il team intorno a Nunzio Campisi, l’ha portato con grandissimo successo cultural-gastronomico nel mondo. Sicuramente un appunta-mento importante per l’Antica Filanda, resta San Paolo, in Brasile. Da cinque anni sono i protagonisti della cucina regionale italiana a San Paolo.

L’Antica Filanda ripropone già per l’affiatamento della gestione familiare un angolo di casa. La sua locazione ricorda il Viaggio di Ulisse e la sua filosofia è racchiusa nell’associazione „Le soste di Ulisse“. Filosofia che mira al futuro conservando in tutto e per tutto l’originalità delle radici sicule.

Virtualmente fino al 29 maggio scorso sono stata viziata. Da questa data, siamo invitati a raccogliere personalmente un cocciu d’amuri.

L’Antica Filanda lo è!

http://www.anticafilanda.me

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