L'ECO tele7

Informarsi è un piacere!

Rapporti di vicinato (prima parte)

Prendo lo spunto da una lettera del Signor Pino giunta in redazione che chiede lumi in merito alle immissioni moleste in ambito di rapporti di vicinato. Il tema sollevato dal nostro lettore è molto sentito in Svizzera e ha occupato svariate volte i Tribunali. La materia è retta da disposizioni di diritto privato (Art. 684 e seguenti del Codice civile Svizzero) come da disposizioni di diritto pubblico (Legge sulla pianificazione del territorio, leggi cantonali di applicazione e complemento dei rapporti di vicinato). Per una corretta comprensione della problematica è utile partire dal Codice Civile Svizzero ed in modo particolare dal menzionato art. 684 che pone , in modo generale, i limiti all’esercizio della proprietà immobiliare obbligando il proprietario ad astenersi da ogni “immissione” che possa essere pregiudizievole alla proprietà del vicino. Sono considerate “immissioni” tutte le conseguenze indirette che l’esercizio di un diritto di proprietà su di un fondo può causare ai fondi vicini. A titolo esemplificativo ma non esaustivo il capoverso 2 dell’art. 684 indica: l’inquinamento dell’aria, i cattivi odori, i rumori, i suoni, le radiazioni, la privazione d' isolazione o di luce diurna. Tutte immissioni queste che creano un danno al vicino e che non sono giustificate dalla situazione e dalla destinazione dei fondi o dall’uso locale.

Come facilmente riscontrabile da una semplice lettura di questa disposizione legale le immissioni potenzialmente dannose per il vicinato possono essere molteplici.

[wpmem_logged_in]
Questo contenuto è riservato agli abbonati
Solo a livello di rumori basti pensare alle campane di una chiesa o al gallo in un pollaio che dai tempi di Noè ogni mattina canta. A livello di radiazioni cosa dire della scottante problematica di questi mesi legata all’istallazione delle antenne telefoniche per il nuovo sistema detto 5G. Le potenziali molestie sono pertanto illimitate e possono anche dipendere dall’umore e/o dalla maggiore o minore sensibilità di ogni vicino. Litigare quindi per queste immissioni è (sic) molto facile e all’ordine del giorno. Chi di noi è mai stato svegliato una mattina, magari di domenica, dal taglia-erba del vicino o da un’idropulitrice in azione. Chi non si è mai lamentato per una pianta che crescendo sul terreno del vicino arriva a togliere i raggi di sole?, ecc., ecc.

Compito della giurisprudenza dei nostri Tribunali è stato quello di porre dei criteri oggettivi che permettano un quieto vivere tra vicini in una torre di Babele di immissioni, più o meno gravi. E proprio in questo contesto che chi è chiamato a decidere, come stabilito dal nostro Tribunale Federale, “lo deve fare in modo oggettivo, tenendo conto delle impressioni che un uomo normale puo percepire, facendo astrazione di quelle che potrebbero essere le lamentele di un vicino giudicato ipersensibile o di un vicino privo di ogni sensibilità”. Detto in altre parole trattasi di una perenne ricerca della quadratura del cerchio.

A complicare la ricerca di un giusto e ragionevole “modus vivendi” il legislatore federale ha fatto intervenire anche “l’uso locale”. Questo concetto, presente in molte altre disposizioni del Codice civile, impone, detto in parole povere, al giudice di tenere conto di quanto, su di un determinato fondo, accusato di immissioni moleste, succede dai tempi dei tempi. Per intenderci questo concetto ha permesso al nostro Tribunale Federale di decidere, che gli abitanti di un paesino a vocazione agricola, ove era insediata da tempo un’industria appunto agricola, potessero sopportare molti più inconvenienti, leggi immissioni, di quelli che vengono generati normalmente da un’azienda agricola.

Dopo questa breve ma doverosa introduzione è facile rendersi conto che la materia, oltre ad essere vasta, appare anche complicata per le diverse disposizioni legali e sensibilitìa che possono intervenire. IL rinvio all’uso locale e come vedremo pure alle disposizioni cantonali ha creato una vera giungla di sentenze cantonali che proprio perché cantonali corrispondono a sensibilità differenti. Sensibilità differenti dettate anche della struttura del nostro stato che dal 1291 in poi permette la convivenza di diverse mentalità (quelle più latine di ticinesi e svizzero romandi e quella più rigida o rigorosa degli svizzeri tedeschi). Nell’impossibilita di cogliere tutte le sfumature nelle cause ticinesi, svizzero francesi o svizzero tedesche, cercherò nei prossimi capitoli di presentare dei casi di immissioni moleste o meno trattati dalla nostra massima Corte e di interesse generale.

[/wpmem_logged_in]

Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com