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Questo è il tempo delle gallerie online

In questo prolungato spaventoso periodo di pandemia di un'infelice  2020, per chi ama o ha interesse per  l'arte figurativa, trovare una galleria aperta era del tutto precluso, salvo le gallerie che hanno messo online le opere dei loro artisti online. Le gallerie tecnologicamente strutturate hanno così continuato a “esporre”. Perciò era indispensabile avere sottomano  un computer, tanto che quest'ultimo è l'aggeggio o ancora la chiave ideale per fruire in tutta tranquillità le mostre di tanti musei e gallerie.

Questo incarognito virus, ed era da aspettarselo, mi ha portato a delle riflessioni e cioè queste: seguendo quotidianamente i programmi della RAI con i suo limitati spazi dedicati all'arte figurativa, ho scoperto, ma già in  parte lo sapevo, dei rapporti dei musei con i media elettronici. Prendo per esempio quel gioiello di Palazzo Strozzi oppure gli Uffizi di Firenze dove attraverso le irradiazioni  del tuo computer puoi in tutta sicurezza goderti alla perfezione ma, ahimè, in chiave  elettronica,  una  marea di opere d'arte.Solo che vi è  una differenza non da poco.  Se quei lavori li fruiamo all'interno  di un museo, sia un dipinto oppure una scultura, ci possono  dare delle emozioni che attraverso uno schermo di computer  è difficile avere.

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Ricordo che nel lontano giugno del 2005 sono stato anch'io invitato a fare una mostra personale in una di queste del tutto particolari gallerie. Si trattava della “Galleria Virtuale Internazionale Webartmagazine” sotto la magistrale regia di Eraldo Di Vita. Così ho potuto far conoscere 12 miei lavori dal titolo “Messaggi virtuali”  tutti eseguiti  fra Venezia e Basilea dal 1988 al 2005, che rimasero in onda per un mese. Lavori  che da quanto mi consta  destarono un certo interesse.

Andrea Pagnacco

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