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Diritto successorio svizzero (seconda parte)

Continuiamo il sorvolo del diritto successorio in Svizzera e in Italia, parlando delle disposizioni a causa di morte. Trattasi di quegli atti che chiunque, maggiorenne e capace di discernimento, può concludere con l’intento di regolare la destinazione del proprio patrimonio una volta che avrà lasciato la vita terrena. La più conosciuta tra tutte queste disposizioni è il testamento. Il testamento, in Svizzera, sottostà a delle rigide disposizioni di natura formale. Il medesimo deve essere redatto di proprio pugno dal testatore, datato con indicazione del luogo e firmato. Non sono pertanto ammessi dei testamenti battuti a macchina o stampati dal computer. Un altro strumento è il contratto successorio, ossia un vero e proprio contratto che il disponente conclude con i propri eredi dinanzi ad un notaio.

Un limite alla capacità di disporre del proprio patrimonio è rappresentato dagli eredi riservatari, ossia quegli eredi che per legge, devono comunque ricevere parte del patrimonio del defunto (la porzione legittima). Si tratta di eredi, per cosi dire privilegiati. Ai sensi dell’art. 471 A del Codice Civile questi eredi sono:

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il coniuge superstite la cui legittima o parte riservataria ammonta ad ½ della quota ereditaria

i discendenti diretti la cui legittima o parte riservataria ammonta a ¾ della loro quota ereditaria

I genitori la cui legittima ammonta a ½ della loro quota ereditaria.

La porzione legittima di fratelli e sorelle è stata invece abolita nel corso di una revisione legislativa negli anni 70.

Conoscendo chi sono gli eredi di un defunto e chi di questi ha la qualità di erede riservatario è possibile determinare quella che in gergo viene definita la quantità disponibile della successione, ossia quella parte di patrimonio che non deve per forza essere devoluta a degli eredi e che quindi può essere lasciata a chiunque, anche al di fuori dello stretto cerchio famigliare.

Un esempio permette di capire il sistema: supponiamo che A (De Cujus) sia sposato con B e abbia generato 2 figli (Ce D). Supponiamo inoltre che A abbia anche un amico M. Il patrimonio di A, al momento della sua morte, ammonta a CHF 600'000.00. A ha redatto un testamento nel quale rinvia i propri eredi legali alla loro riserva e destina la quota disponibile all’amico M.

La prima operazione da fare in caso di successione è determinare la ripartizione legale come visto nella prima parte di questi articoli dedicati al diritto di successione. Ai sensi della ripartizione legale avremo:

B, il coniuge superstite che eredita la metà, ossia CHF 300'000.00

C e D che sono i figli che ereditano la metà, ossia CHF 300'000.00

M, amico del De Cujus non rientra tra gli eredi legali e pertanto non erediterebbe nulla.

Poiché A ha redatto un testamento e rinviato i propri eredi legali alle rispettive riserve o legittime, bisogna correggere la successione legale come segue:

B, il coniuge superstite ha una legittima pari a ½ del diritto legale, ossia CHF 150'000.00

C e D che sono i figli hanno pure loro una legittima di ¾ del diritto legale, ossia CHF 225'000.00

M, l’amico a cui è stata attribuita la quota disponibile riceverà CHF 150'000.00 sulla parte del coniuge superstite B e 75:000.00 sulla parte dei discendenti diretti C e D, ossia un totale di CHF 225'000.00

Riassumendo la successione verrà cosi divisa:

B, coniuge supersite: CHF 150'000.00

C e D, discendenti CHF 225'000.00

M amico CHF 225'000.00

CHF 600'000.00

Come si vede le quote degli eredi legali, per il semplice rinvio alla loro riserva ereditaria o legittima, diminuiscono per rapporto a quelle quote che avrebbero ereditato senza la presenza del testamento. L’ammontare di ogni quota che si libera per effetto del testamento va pertanto a costituire la quota disponibile che il De Cujus puô lasciare a chi lui meglio crede. Nell’esempio quindi anche ad un amico non parente.

Per quanto riguarda la domanda posta della Signora Rosina di Wallisellen che chiedeva lumi sulla sua qualità di erede dopo la morte del fratello che, tramite testamento, l’ha esclusa dalla successione appare conforme al diritto successorio quanto fatto dal fratello che poteva escluderla dalla propria successione e favorire chi, come l’amico M, formalmente non faceva parte del cerchio dei parenti.

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