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Informarsi è un piacere!

…Barolo… it’s wonderful!

Castello di Grinzane

Care lettrici, Cari lettori,

Essi, brinderemo! E, balleremo con in sottofondo una maestosa musica jazz, con il cielo azzurro e sempre più blu. É sempre bello avere delle visioni. Spesso è un’idea, che alimentata, coltivata con perserveranza, tanta passione, felici intrecci di incontri, sostegni adeguati ed immenso coraggio di remare contro corrente, che alla lunga dà i suoi frutti. Conquista, con il tempo, una profonda importanza. Un valore etico e morale inestimable, prezioso, prestigioso. A volte, anche un valore di commercio mondiale.

Brinderemo. Forse con in mano un bicchiere di Barolo. Il vino dei re. Il re dei vini. Magari accarezzati da quella musica di Paolo Conte che proprio in questi vigneti delle Langhe, nel rumore dei vecchi  trattori, trova l’esotica anima del jazz antico. Ma anche il Barolo, denominato, dal posto in cui in Piemonte si produce, ha un’anima ribelle, esotica, soprattutto piena di storia.

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La nascita del cosiddetto Barolo moderno si colloca attorno al 1830 e il merito è da attribuire ai Marchesi Falletti, all’enologo francese Louis Oudart e al conte Camillo Benso di Cavour. Il marchese Carlo Tancredi Falletti sposò, con il beneplacito di Napoleone, Juliette (o Giulia) Colbert de Maulevrier, pronipote del famoso ministro delle finanze di Luigi XIV di Francia.

La famiglia dei Falletti era una famiglia di banchieri che acquisirono importanti proprietà terriere nel Comune di Alba sin dal 1250. Giulia fu animatrice di uno dei più importanti circoli intellettuali di Torino, nonchè protettrice di Silvio Pellico. Alla morte di Carlo, nel 1838, Giulia acquisì tutte le proprietà della famiglia Falletti. Chiamò nelle sue terre il grande enologo francese Louis Oudart che applicò le tecniche usate per i grandi vini francesi sul vino prodotto nei possedimenti della marchesa.

Fu così che si scrisse una delle prime importanti pagine della storia del Barolo moderno, divenuto così popolare che incuriosì persino il re Carlo Alberto di Savoia. Dietro una richiesta Reale, mossa dalla curiosità per questo vino che iniziava a far parlare le corti di tutta Europa, Giulia inviò al re 325 carri, ognuno contenente una botte di Barolo: una per ogni giorno dell’anno (tranne quelle dei 40 giorni di Quaresima), in modo che il re e la sua corte potessero deliziarsi ogni giorno del vino prodotto dalla marchesa. Da qui, alla corte di Torino il Barolo venne definito “vino dei re, re dei vini“. Di fatto, si deve a Cavour (1810-1861),primo ministro del Regno dell‘Italiavignaiolo, e alla Marchesa Giulia Colbert Falletti di Barolo, la grandezza del nostro prestigioso Barolo in tutto il mondo.

In questo contesto di creatività reale e di vigneti sovrani, cresce Paolo Conte. Da affermato avvocato in terra sabauda, si tuffa nel jazz, nella musica. A 83 anni compiuti, coronavirus permettendo, ci regalerà, nel suo tour del concerto posticipato dal 09 Maggio al 28 settembre 2020, sempre a Zurigo, alle ore 20h00,  con la sua voce rauca che sembra, ma non è, stonata, l‘ebbrezza di un barolo, del re dei vini, incorporato dal re del jazz popolare Italiano.

E, sarà il caso d’intonare con lui:… Azzurro… it’s wonderful e di andare via… via!

 

 

Via via

Vieni via di qui

Niente piu‘ ti lega a questi luoghi

Neanche questi fiori azzurri

Via via

Neanche questo tempo grigio

Pieno di musiche

E di uomini che ti son piaciuti

It’s wonderful

…. It’s wonderful!

Graziella Putrino

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