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Ma Quale Depressione a V!!

Dopo settimane di dati non ufficiali provenienti da associazioni di categoria e banche di investimento, il Fondo monetario internazionale ha prodotto nel suo World Economic Outlook di aprile 2020 le prime stime ufficiali che consentono di descrivere con maggiore precisione l’entità degli effetti della pandemia da coronavirus sull’economia mondiale.

Cominciando dall’economia mondiale (il virus non riconosce confini e così neanche i suoi effetti), gli economisti del Fondo si aspettano una evoluzione del Pil del mondo che descrive una V solo leggermente asimmetrica. Le cattive notizie sono relative al 2020: nell’anno in corso la contrazione sarebbe di -3 punti percentuali rispetto al 2019, il che farebbe scendere il livello del Pil mondiale al netto dell’inflazione da circa 90 triliardi di dollari del 2019 a un po’ meno di 88 nel 2020. Nel 2021 tuttavia arriverebbero già le buone notizie perché secondo le stime di Washington ci sarebbe un rimbalzo di 5,8 punti percentuali che – pur partendo da una base inferiore – più che compenserebbe nell’arco di un solo anno i miliardi di dollari di Pil persi nel 2020!

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Ad ogni modo, l’evoluzione economica dei grandi paesi non avrà la stessa forma per tutti ma si vede anche che la V sarà presente ovunque, secondo il Fondo. Il dato comune è che il 2020 avrà un pesante segno meno (nell’intervallo tra il -5,2 del Giappone e il -9,1 per cento dell’Italia) in tutti i paesi avanzati che – collettivamente – vedranno scendere il loro Pil in volume per poco più del 6 per cento. L’economia americana si contrarrà per 5,9 punti percentuali, quella dell’eurozona di un enorme 7,5 per cento. In tutti questi casi di tratterebbe di una contrazione più o meno doppia (in punti percentuali) rispetto a quella registrata nel 2009. Anche i paesi emergenti nel loro complesso vedrebbero scendere il loro Pil ma solo dell’1 per cento, e per la prima volta da quando il Fondo monetario riporta dati comparati. È più o meno la media tra il +1,5 per cento circa di Cina e India e il -5 per cento di Brasile e Russia. Poi però arriverà il 2021 con un rimbalzo – dicono le stime del Fondo – registrabile ovunque. Il mondo crescerebbe del 5,8 per cento, i paesi avanzati del 4,5 per cento (più o meno come Stati Uniti ed Eurozona) e i paesi emergenti farebbero registrare un +6,6 per cento (+9 per la Cina, +7,5 per l’India e circa +3,5 per Brasile e Russia). Tutto ciò, sempre secondo il FMI, dipende da due condizioni. La prima è che l’emergenza sanitaria si esaurisca entro il primo semestre 2020. La seconda condizione è che non si verifichi una seconda ondata di contagi a seguito di una uscita dalla crisi sanitaria con precauzioni insufficienti dalla crisi sanitaria o di un ritorno autunnale o invernale del virus. Nei due casi avremmo scenari molto peggiori che rispettivamente potrebbero spingere il calo del Pil mondiale nel 2020 a un -6 per cento e quasi annullare la ripresa del 2021, schiacciandola a un ben più modesto +1 per cento. Dati che trasformerebbero la qualità della crisi: niente più V, si avrebbe una U o una L, con conseguenze sociali di ancora maggiore portata rispetto a quelle di oggi.

E qui casca l’asino. Innanzitutto l’emergenza sanitaria NON si esaurirà entro il primo semestre di quest’anno. Una seconda ondata di contagi, benché meno virulenta, è possibile, se non probabile. Ed ecco che siamo punto e accapo: chiudiamo tutto, salviamo i nonni!! In molti lo grideranno. E se anche non chiudessero niente, la popolazione (soprattutto dei Paesi latini) avrà paura a viaggiare, andare al cinema, ristorante, eccetera. Se ora i governanti hanno mandato in coma artificiale l’economia globale, in autunno/inverno si potrebbe avere un’economia che marcia a singhiozzi per altri mesi, con effetti devastanti sul Pil e di conseguenza sull’occupazione e sui bilanci pubblici. A mio avviso, finché non ci sarà un vaccino distribuito a quasi tutti, e per questo ci vorranno almeno 2 anni, NON torneremo alla “normalità”, ad un mondo cioè come quello che avevamo fino a Capodanno. È molto più realistico aspettarsi una ripresa a U, quindi lenta e molto blanda sul breve periodo, piuttosto che il rimbalzo a V predetto dal Fondo. Si aggiunga che i governi, per attutire la terrificante botta, si stanno indebitando enormemente con deficit che raggiungeranno e supereranno il 15% del Pil!! Una cosa folle e che li costringerà, in futuro, a spendere meno e ad alzare le tasse, ciò che, ovviamente, avrà ripercussioni negative sul Pil globale. Aspettiamoci dunque un 2020 terrificante, economicamente parlando. Una depressione come non si vedeva dai tempi di Galileo!! Ci saranno centinaia di milioni di nuovi disoccupati, tragedie umane immani, depressione, miseria, piccole sommosse, piagnistei, proteste, polemiche infinite... e sarebbe in buona parte stato evitabile!! Non è il virus il colpevole, ma la risposta allo stesso!! Gli incompetenti governanti hanno affrontato il virus in modo sbagliato: invece di proteggere con forza e fermezza i gruppi davvero a rischio (anziani e malati) e di iplementare una chiara politica di distanza sociale, maschere e disinfettante nei luoghi di raggruppamento (come supermercati e negozi) hanno chiuso quasi tutto e, in modo del tutto dittatoriale e incostituzionale, nei paesi latini sono persino arrivati a condannare la popolazione a 2 mesi di arresti domiciliari!! Una sofferenza non solo ingiusta, ma del tutto superflua e inutile!!

La soluzione svizzera, come al solito, è di gran lunga la migliore, e i dati sulle morti (non il numero di contagi, che dipende più da quanti tamponi si fanno, e la Svizzera ne fa moltissimi) lo confermano. Il Paese è libero, avrà una recessione meno forte e al contempo ha pure meno morti da virus!! L’italia, invece, è il fanalino di coda. Una vergogna immane: ha un numero di morti (in percentuale della popolazione) tra i più alti al mondo e al contempo ha adottato le misure più soffocanti e restrittive di tutti! Ricordo al lettore che la Corea, dove vi sono stati pochissimi morti nonostante sia attaccata alla Cina e apertissima al mondo, non solo non ha chiuso tutto, ma ha sempre permesso ai suoi cittadini di muoversi liberamente; dai parchi alle strade alla scampagnate è sempre rimasto tutto legale e fattibile. In Italia, invece, si rischia una multa salatissima solo perché si è andati al supermercato due volte in un giorno (magari serviva il dentifricio, accidenti!!). Un paese rinomato per il suo caos, per il non rispettare le regole, per mafia e criminalità, all’improvviso è diventato più severo dei nazisti. E sapete cosa ha ottenuto, così facendo? Di aver fatto inutilmente ed ingiustamente soffrire la propria popolazione e al contempo di aver creato la più forte depressione tra TUTTI i Paesi civili. Se il Pil in germania scenderà del 7% quest’anno, in Italia lo farà di almeno il 10%. Se in germania il calo dovesse essere del 10%, in Italia sarebbe del 15%, e così via. Non si può ripartire con il reddito di emergenza, ulteriore assistenzialismo sterile. Occorrono riforme strutturali con la stessa intensità con cui ci hanno tenuti 2 mesi in casa. Come hanno multato chi andava a fare una passeggiata, così dovrebbero agire verso burocrati lenti e maneggioni o verso regole stringenti di ordini professionali ormai inutili che impediscono ai nostri giovani l'accesso al lavoro, o verso una giustizia civile che rinvia alle calende greche, o verso manager sanitari che palesemente non hanno raggiunto i loro obiettivi e l'elenco potrebbe essere lunghissimo. Finora, dicendo solo alla massa "state a casa" e spaventando tutti, lo Stato, per l'ennesima volta, ha dimostrato esclusivamente di saper essere forte con in deboli. Che schifo.

Peter Ferri

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