L'ECO tele7

Informarsi è un piacere!

Il collezionista di piccole vele al terzo

Eh si, cari lettori, ho  superato gli 80 e va da se che da molto tempo non mi muovo, a  parte qualche giretto vicino a casa. D'altronde, e questa è la tragica realtà, i musei, le sale espositive d'arte e le gallerie private hanno chiuso i loro battenti da tanto, troppo tempo.

 

Come molte altre persone “segregate”, anch'io ho fatto un relativo ordine nel mio studio. Così d'incanto è comparso un curioso catalogo, non della personale di un pittore o scultore che sia, bensì dell'esposizione, penso veramente unica del suo genere, di vele al terzo. Tanto per intenderci, si tratta delle vele di una tipica imbarcazione dell'Adriatico, usata molto anche a Venezia.

[QUESTO CONTENUTO È RISERVATO AGLI ABBONATI]

Questo tipo di vela si adatta bene alle imbarcazioni a fondo piatto, che grazie al grande timone “a calumo” – a scendere – risultano velicamente ben equilibrate e quindi in grado di risalire il vento. La denominazione “al terzo” è abbastanza recente, e si riferisce al punto in cui l’antenna è fissata all’albero: a un terzo circa della sua lunghezza a partire dall’estremità prodiera.

Chiaramente le vele della rassegna di cui sopra non erano vele normali, ma molto e molto ridotte, tutte delle stesse dimensioni, che Pier Paolo Piantina, un rinomato parrucchiere, fece fare per soddisfare i suoi desideri.

Altro suo desiderio, si direbbe il più efficace e importante,  fu  quello che le piccole vele colorate da appendere alle pareti si mutassero, come le loro sorelle maggiori in tanti dipinti non rettangolari.

Perché fosse una collezione degna di questo nome, il Piantina sborsò un sacco di soldi per coinvolgere molti artisti conosciuti e di vaglia a formare la sua collezione.

Andrea Pagnacco

[/wpmem_logged_in]

Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com