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Miscellanea di  ”BUONE A SAPERSI”

IL CANONE RADIOTELEVISO SSR: dal 2021 ridotto di 30 franchi

Il Consiglio Federale ha deciso che dal 2021 il canone radiotelevisivo scenderà dagli attuali 365 franchi a 335 franchi per tutte le economie domestiche di tipo privato in Svizzera. Nonostante la riduzione del canone la SSR e le emittenti radiotelevisive locali e regionali che beneficiano di proventi del canone riceveranno un sostegno leggermente maggiore. Ad uso e consumo dei nostri lettori italiani e di quanti in Italia che, molto spesso, si lamentano di dover pagare il Canone RAI, che ammonta annualmente a 90 euro, vorremmo far notare innanzitutto che tutto il mondo è Paese ed in secondo luogo la “leggera” differenza dell’ammontare del canone tra quello della SSR e quello RAI !

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CORONAVIRUS: riportate in Svizzera 7'200 persone

Dall’inizio del contagio da COVID19 il Dipartimento Federale degli Affari Esteri elvetico - in collaborazione con Swiss, Edelweiss e Helvetic - ha riportato a casa da tutto il mondo 7'200 persone di cui 4'100 con passaporto elvetico, mentre i restanti passeggeri sono cittadini di altri Paesi, per due terzi di Paesi europei. E circa un terzo dei passeggeri stranieri sono comunque residenti in Svizzera. Ai 4'100 cittadini elvetici vanno poi aggiunti altri 1'500 svizzeri che sono rientrati grazie a voli organizzati da altri Paesi. I voli di Swiss, Edelweiss e Helvetic sono stati tutti prefinanziati dalla stessa Confederazione ma i costi ammontanti ad oltre 10 milioni di franchi saranno poi addebitati ai singoli viaggiatori pur applicando loro delle tariffe di favore rispetto a quelle di mercato.

L’ APP per geolocalizzare il Covid19

In Italia, dopo settimane, si sta ancora sfogliando la margherita: immuni si, immuni no; ovvero ancora si sta discutendo su questa applicazione per gli smartphone, con funzione bluetooth, che consentirà a coloro che l’applicheranno sul loro cellulare - su base volontaria - di individuare eventuali contatti con persone contagiate dal coronavirus. Discussioni e polemiche, prima, su quale app utilizzare e, poi, per il pericolo per la privacy che questa app comporterebbe per le persone. Ovvero discussioni intorno ad una preoccupazione certamente legittima ma che, stranamente, nessuno invece manifesta quando si tratta di consentire la geolocalizzazione tramite l’utilizzo delle carte di credito o di un bancomatt; come pure tramite lo stesso cellulare, ovvero: da Facebook per scocciarci con la pubblicità di attività commerciali vicine a dove ci troviamo oppure da Google attraverso le foto che facciamo nei luoghi visitati ed ancora da Whatsapp, Messenger, Telegram ed altre app di messaggistica tanto per citare le applicazioni più in uso. Così - mentre ci si sta contorcendo con queste ed altre discussioni su questa app che potrebbe essere utile a salvarci la vita - il tempo passa inesorabile senza che essa entri in funzione e, magari, quando arriverà l’ok, e sarà disponibile per chi la vorrà, essa non sarà più così utile per difendersi dal coronavirus! Questo accade nel Belpaese, intanto in Svizzera – senza tante polemiche e discussioni – un’applicazione di questo tipo, progettata dal Politecnico di Losanna in collaborazione con quello di Zurigo, secondo quanto ha comunicato il Consiglio Federale, è già attiva con dei test dallo scorso lunedì e sarà gradualmente a disposizione della popolazione (a titolo volontario) fin dalle prossime settimane.

LA TASSAZIONE ALLA FONTE delle pensioni statali

In genere le Convenzioni internazionali (bilaterali o multilaterali) per evitare le doppie imposizioni fiscali firmate dall’Italia, stabiliscono che le pensioni private siano imponibili nel Paese di residenza del beneficiario mentre quelle statali devono essere tassate alla fonte da parte dello Stato erogatore. Questo principio  è recepito anche dalla Convenzione italo-svizzera. Infatti gli ex dipendenti dello Stato italiano come, per esempio, del Ministero dei trasporti (ferrovie) o del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale, già impiegati distaccati nella Confederazione che, una volta in quiescenza sono rimasti in Svizzera, ricevono la loro pensione statale italiana tassata alla fonte. Una norma che spesso è stata motivo di protesta da parte loro (ma anche di tanti altri pensionati statali italiani residenti altrove) ritenendosi discriminati, sino all’anno scorso, dalla loro esclusione dai benefici fiscali (IMU) sulla loro abitazione in Italia. Non solo, anche danneggiati per l’imposizione fiscale locale meno pesante di quella italiana tant’è che, a quest’ultimo proposito, alcuni di loro - residenti in Portogallo - hanno fatto ricorso alla Corte di Giustizia europea che la Corte ha peraltro respinto proprio recentemente per cui tutti questi pensionati statali, adesso, dovranno rassegnarsi!

Dino Nardi

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