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Contratto di lavoro (prima parte)

Iniziamo oggi un sorvolo del diritto svizzero relativo al contratto di lavoro. Vedremo la definizione di contratto di lavoro, i tipi di contratti di lavoro, la disdetta dei medesimi e anche cosa il diritto mette a disposizione del lavoratore e/o datore di lavoro per proteggersi da disdette abusive o da disdette date in tempo inopportuno.

Il contratto di lavoro, è un contratto che viene concluso tra un datore di lavoro e un lavoratore. Le prestazioni caratteristiche di questo contratto sono due: da un lato il lavoratore si obbliga nei confronti del datore a lavorare e dall’altro il datore si obbliga, nei confronti del lavoratore, a pagargli un salario.

Per rapporto alla durate nel tempo si distingue tra contratto di lavoro a durata “determinata”e a durata “indeterminata”. Nel contratto a durata “determinata”, al momento della conclusione, le parti stabiliscono anche quando il medesimo terminerà. Un esempio di questo tipo di contratto è il triste, per molti aspetti, contratto stagionale molto in voga nel secolo scorso e alla base dell’immigrazione nel nostro paese negli anni 1050-70.

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Nel contratto a durata “indeterminata”, invece, le parti, al momento della conclusione, non stabiliscono quando il medesimo terminerà.

Per definizione, in diritto svizzero, il contratto di lavoro è un contratto orale che si ritiene pertanto concluso quando le parti contrattuali si sono messe d’accordo sulle due prestazioni caratteristiche (lavoro contro salario). La pratica, per garantire un’efficacia probatoria, ha optato per la forma scritta.

La “disdetta” è il termine utilizzato per mettere fine a questo tipo di contratto. In svizzera conosciamo fondamentalmente tre tipi di disdetta intesa come fine del contratto di lavoro: la disdetta ordinaria, quella per motivi gravi e la disdetta consensuale. Va precisato che il contratto di lavoro a durata determinata termina senza disdetta ordinaria, ecessaria invece per terminare un contratto a durata indeterminata. La disdetta per motivi gravi è invece possibile in entrambi i tipi di contratti di lavoro precedentemente indicati. Lo stesso vale per la disdetta consensuale.

In ambito di disdetta ordinaria è fondamentale il concetto di “termine di disdetta”, ossia del lasso di tempo minimo che deve trascorrere tra la ricezione della disdetta e la fine del contratto.

Una disdetta prende effetto quando è pervenuta al datore di lavoro (non vale pertanto la data del timbro postale).

Il termine di disdetta deve essere uguale per datore di lavoro e per lavoratore. Generalmente questo termine viene specificato nel contratto scritto di lavoro. In mancanza di contratto scritto il termine è disciplinato dal Codice delle Obbligazione, che si applica a titolo suppletivo, nel modo seguente: 7 giorni di calendario durante il periodo di prova (per la fine di qualsiasi giorno), 1 mese durante il primo anno di lavoro (per la fine di un mese), 2 mesi dal secondo al nono anno di lavoro (per la fine di un mese) e 3 mesi a partire dal decimo anno di lavoro (per al fine di un mese)

Durante il termine di disdetta il contratto di lavoro continua e le parti contrattuali sono tenute a rispettare i loro obblighi contrattuali: Il lavoratore a lavorare e il datore di lavoro a pagare lo stipendio.

Scaduto il termine di disdetta, termina anche il contratto di lavoro.

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