Il 2026 sarà un anno decisivo per tutti noi italiani in Svizzera. L’iniziativa “200 franchi bastano!” minaccia di ridurre drasticamente i fondi della SSR, mettendo a rischio la RSI – la nostra Radio Televisione Svizzera di lingua italiana. E con essa, la nostra lingua, la nostra cultura, la nostra identità.
Per noi italiani all’estero, la RSI non è un lusso: è un faro nella quotidianità, il filo che ci lega alle nostre radici e alla nostra comunità. È la radio che ci accompagna al mattino, il telegiornale che ci informa sulle decisioni politiche in Svizzera, i programmi culturali che ci raccontano la nostra storia e quella del nostro paese.
La RSI ha raccontato con tantissimi documentari la storia, le sfide e i successi degli italiani in Svizzera, custodendo memoria e radici per le nuove generazioni. Senza la RSI, rischiamo di perdere la nostra voce nella società svizzera, diventando cittadini di seconda classe nella nostra stessa patria adottiva.
Questo non è solo un problema dei ticinesi: ogni italiano con doppia cittadinanza ha il dovere e il diritto di votare. Non possiamo restare spettatori: il nostro voto può fare la differenza, può proteggere uno strumento che unisce la comunità italiana in Svizzera, dai più giovani agli anziani, dai lavoratori agli studenti.
Ridurre il canone a 200 franchi non è solo un taglio economico: è un colpo alla nostra cultura e alla nostra identità. Meno fondi significheranno meno programmi, meno giornalisti, meno informazione di qualità in italiano. Ogni franco risparmiato rischia di cancellare anni di lavoro e di passione che tengono viva la nostra lingua e le nostre tradizioni in terra svizzera.
L’8 marzo 2026, quando entreremo in cabina elettorale o voteremo per corrispondenza, ricordiamo che questa non è una semplice votazione: è una scelta di comunità, di cultura, di dignità. Difendiamo la RSI. Difendiamo la nostra voce. Difendiamo la nostra lingua.
200 franchi NON bastano. E noi non possiamo permettere di perdere ciò che ci rende italiani in Svizzera.
La Redazione



